Atina fra passato e presente

Atina è una graziosa cittadina dell’Italia centrale, distante circa un’ora da Roma e Napoli e venti minuti da Cassino. La sua origine è molto antica. Secondo una leggenda fu fondata dal Dio Saturno.

Il grande poeta romano Virgilio, nell’Eneide cita la “potente Atina” insieme ad altre quattro “grandi città” che forgiavano le armi per Turno, re dei Rutili.

Abitata anticamente dai Volsci, fu occupata dai Sanniti intorno alla metà del IV secolo a.C. Alla fine della III Guerra Sannitica fu sottomessa a Roma come una prefettura che, secondo Cicerone, era “piena di uomini valentissimi che nessun’altra in Italia poteva eguagliarla” (Pro Plancio). Verso la fine del periodo Repubblicano e all’inizio del periodo Imperiale, infatti, aveva molte famiglie illustri, come gli Arruntii, i Planci, i Petrei, i Basila e i Sentii Saturnini. Una Sentia fu madre di Scribonia, moglie di Ottaviano Augusto, nonna di Giulia (“la scandalosa”) e di Cornelia (simbolo di matrona romana virtuosa – v. Properzio) e ava di Caligola e Nerone.

Secondo l’antica Cronaca della Chiesa, la religione Cattolica ha origini dall’Apostolo Pietro, di passaggio ad Atina nel suo viaggio verso Roma.

Nel VI sec. d.C. fu distrutta dai Longobardi. Riedificata sulla collina di Santo Stefano intorno alla rocca, nell’anno 1349 fu rasa al suolo dal fortissimo terremoto che distrusse anche la famosa Abbazia di Montecassino, distante pochi chilometri. Ricostruita nell’attuale sito, nei secoli successivi, seguendo le sorti del Ducato di Alvito, è stata posseduta da importanti famiglie, come i Cantelmo, i d’Aquino, i Folch de Cardona (Raimondo), i Borgia (Goffredo), i Carafa e, per ultima, dai Gallio (1595-1806).

Nel XIX e nella prima metà del XX secolo si è distinta la famiglia Visocchi, con imprenditori agricoli (vini) ed industriali (carta) e membri del Governo, della Camera e del Senato.

Durante la II Guerra Mondiale subì morti e distruzioni perché a ridosso della Linea Gustav. Nel dopoguerra molti cittadini emigrarono in Francia, Belgio, Inghilterra, Irlanda e nelle Americhe per trovare miglior fortuna.

L’Atina di oggi è caratterizzata dal felice connubio fra l’antico e il moderno.

Nel centro storico, adagiato sul Monte Massico (490 m.), sono ubicati il magnifico Palazzo Ducale dei Cantelmo (XIV sec.), attualmente sede del Comune, la concattedrale di S. Maria Assunta (XVIII sec.), il palazzo della Prepositura (XVI), con il colonnato semicircolare,  il convento dei Frati Minori Francescani (XVII sec.), il museo archeologico pre-romano e romano e la biblioteca comunale, ben fornita di libri di storia locale, numerosi palazzi nobiliari edificati fra il XV e il XIX secolo, le mura e la porta medievale di S. Maria (XIV sec.).

Antichissime mura poligonali (conosciute anche come “Ciclopiche” o Pelasgiche”) circondano il Monte Massico, la Collina di S. Stefano (con i resti dell’acropoli pre-romana e del castello medievale), il Colle, con il suo borgo e la Chiesa Ottagonale di S. Croce (XVIII sec.) e Monte Morrone, per una estensione totale di 110 ettari.

In tutta la cittadina sono presenti numerose testimonianze del periodo romano (strade lastricate, sepolcri, epigrafi, altari, cisterne, acquedotto, ecc.). Dal punto di vista storico-archeologico è molto interessante la zona cimiteriale, ubicata fra il centro storico e il Colle, con la chiesa di S. Pietro, una volta tempio di Giove, i resti del tempio di Saturno, della Collegiata di S. Maria e S. Marco, la Porta Aurea e una domus romana, oggetto di scavi recenti da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali.

Il nuovo centro urbano di Ponte Melfa ospita molte piccole e medie imprese di produzione, attività commerciali e impianti sportivi (centro ippico, piscina, palazzetto dello sport, campo di calcio e tennis, ecc.).

Sempre nella parte bassa della cittadina sono allocate anche il Museo Académie Vitti e due strutture di archeologia industriale, la Ferriera borbonica e la Cartiera Visocchi (XIX s.), oltre ai borghi di Settignano, Rosanisco, S. Marciano e Sabina-Piedi le Piagge. Sulla strada per Cassino c’è la frazione di Capodichina.

Le fertili pianure e le ridenti colline lungo il fiume Melfa e il torrente Mollarino sono la sede ideale per le coltivazioni dell’ottimo fagiolo “Cannellino DOP” e dei vitigni del sontuoso “Cabernet DOC”.

Vi si tengono molte importanti manifestazioni culturali, come l’Atina Jazz (IV settimana di luglio), il Festival del Folklore (inizio agosto), il Premio di Scultura (luglio), residenze musicali (luglio) e artistiche (agosto), le rappresentazioni della Passione (Pasqua) e della Natività (dicembre) e altre feste religiose, il Gran Galà della musica lirica e la Notte Bianca (agosto), sagre del cannellino (agosto) e del cabernet (novembre) e eventi sportivi di equitazione, bicicletta, mountain bike, corsa di fondo e tennis. A partire da quest’anno (luglio), vi si terrà una fiera cavalli per il Centro-Sud Italia collegata alla Fiera di Verona.

O.P.R.

Atina from past to present

Atina is a gracious town of very ancient origins in Central Italy. Located about an hour’s drive from both Rome and Naples, and twenty minutes from Cassino. According to legend, Atina was founded by the God Saturn. In the Aeneid, the great Roman poet Virgil writes of “mighty Atina” which, along with four other “big cities”, forged weapons for Turnus, king of the Rutili.

In early times, it was inhabited by the Volsci, later occupied by the Samnites around the middle of the 4th century BC. At the end of the third Samnite War it became a prefecture subjected to Rome which, according to Cicero, was “full of worthy men, unequalled elsewhere in Italy” (Pro Plancio). Towards the end of the Republic and the beginning of the Imperial period (1th century BC), many famous families came from this area, such as the Arruntii, the Planci, the Petrei, the Basila and the Sentii Saturnini. Sentia was the mother of Scribonia, wife of Octavian Augustus, grandmother of Giulia (the “scandalous”) and of Cornelia (“the virtuous” – Properzio), Caligula and Nero’s great-grandmother.

According to an ancient Chronicle of the Church, the Catholic religion originates from the Apostle Peter who also passed through Atina on his way to Rome. In the 6th century, Atina was first destroyed by the Goths, then by the Lombards. Rebuilt around the fortress on the hill of Santo Stefano (579 m), it was destroyed once again in 1349 by a massive earthquake that also swept away the famous Abbey of Montecassino, just a few kilometres away. Rebuilt where it stands today, in later centuries, following the fate of the Ducato of Alvito, Atina was owned by important families such as the Cantelmos, the D’Aquinos, the Folchs the Cardonas (Raimondo), the Borgias (Goffredo), the Carafas and finally by the Galliums (1595-1806). In the 19th and 20th centuries, the Visocchi family became prominent as agricultural (wine) and industrial (paper) entrepreneurs and as members of Government, the House and the Senate.

Due to its proximity to the Gustav Line, Atina was partially destroyed and suffered many civilian losses during World War II. After the war, many residents emigrated to France, Belgium, England, Ireland and the Americas in search of a better life.

Atina, today, represents the perfect union between past and present.

The historical centre rests on the Monte Massico hill, (490 m), dominating the beautiful Comino Valley. This part of the town is enriched by the presence of the magnificent Ducal Palace of the Cantelmos (XIV century) which is currently the Town Hall, the Co-Cathedral of Santa Maria Assunta (XVIII century), the Provostry Palace (XVI century) and the Convent of the Franciscan Monks (XVII century).

The historical centre also features the roman and pre-roman archaeological museum, the public library with numerous volumes regarding the history of the area, ancient palaces ranging from the 15th to the 19th century, and the remains of the medieval walls and Gate of S. Maria (14th century).

The ancient polygonal walls (also known as “Cyclopean” or “Pelasgic”) surround Monte Massico, the Collina di S. Stefano with the ruins of the Acropolis and the medieval castle, the Colle, with its little village and the unique octagonal Church of S. Croce (18th century) and Monte Morrone, enclosing an area of about 110 hectares.

The city presents numerous remains of the Roman era such as epigraphs, altars, cisterns, aqueducts, etc.). The cemetery area is of particular interest from a historical and archaeological point of view. It lies between the historical centre and the Colle, and includes the Church of S. Pietro which was once the temple of Jupiter, the remains of the temple of Saturn, the Collegiata di S. Maria e S. Marco, the Aurea Gate and a Roman domus, recently excavated by the Department of Cultural Heritage.

The new urban centre, Ponte Melfa, is located in the lower part of the town and is home to many businesses, small and medium industries as well as horseracing and sports facilities (basketball, football, tennis and swimming).

The lower part of Atina is also home to the Académie Vitti Museum and two structures of important industrial heritage, the “Ferriera” (iron foundry) of the Borbon period and the “Cartiera” (paper factory) from the 19th century. Atina is also comprised of the districts of Settignano, Rosanisco, S. Marciano and Sabina-Piedi le Piagge and Capodichina. The renowned Cannellini beans (DOP) and sumptuous Cabernet wine (DOC) are cultivated on the fertile plains and beautiful hills along the Melfa river and Mollarino streams.

Atina hosts an array of Important cultural events which include the Atina Jazz Festival (4rd week of July), the Folklore Festival (early August), the Sculpture Prize (July), Music (July) and Artistic Residencies (August) , the Great Gala of Lyrical Music, the White Night (August), the representations of the Passion of Jesus (Easter) the Nativity (December) and other religious, cultural events. Other moments not to be missed are the Cannellino Fair (August) the Cabernet Fair (November) and sporting events such as show jumping, cycling, mountain biking, long distance running and tennis. Starting this year (July), there will be a horse fair for the Center-South Italy connected to the Verona Fair.

Il Territorio

Il Comune di Atina si trova nella Valle di Comino, indubbiamente uno dei territori più interessanti dal punto di vista naturalistico ed enogastronomico della Provincia di Frosinone e della Regione Lazio.

E’ circondato dal sistema appenninico abruzzese e molisano ed è uno scrigno di arte, cultura, enogastronomia, natura.

I Comuni appartenenti alla Valle sono: Alvito, Atina, Belmonte Castello, Casalattico, Campoli Appennino, Casalvieri, Fontechiari, Gallinaro, Picinisco, Posta Fibreno, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Vicalvi e Villa Latina.

I prodotti enogastronomici della Valle sono delle vere e proprie eccellenze, in particolare: i formaggi ovini e caprini, nel 2018 il Pecorino di Picinisco ha ottenuto il Marchio DOP, i Vini con il Cabernet di Atina, quale massima espressione vitivinicola del territorio marchio DOC, i Cannellini di Atina, legume pregiato esportato in tutto il mondo.

I dolci poi sono una vera delizia: dai biscotti con marmellate prodotte in valle, ai torroncini con ricetta antichissima, in particolare sono molto noti quelli di Alvito.

I borghi sono molto caratteristici e ben conservati ed il tempo sembra essersi fermato.

Città Gemellate

VEROLI

 Il gemellaggio tra le città di Atina e di Veroli è il più antico della storia e all’origine vi è la distruzione della città di Atina  ad opera dell’imperatore Arcadio nel 419.  Alcuni fanciulli superstiti alla strage furono portati via e, mentre transitavano in Veroli, furono riscattati dagli abitanti mossi a pietà. Il patto  di fratellanza è stato coltivato per tanti secoli e rinnovato per mezzo di Istrumenti pubblici  nel 1615, nel 1753 e nel 1888. Nel 1981  e nel 2007  esso fu di nuovo sottoscritto in forma solenne a Veroli in occasione della festività della patrona S.Maria Salome.

 

BASILEA

 Basilea è una città della svizzera che fu fondata, insieme a Lione, da Lucio Munazio Planco, generale di Giulio Cesare originario di Atina, durante la sua permanenza nelle Gallie  (40 a. C.). Il gemellaggio  fu concluso il 14 giugno 1981  nel salone del palazzo ducale di Atina e il 5 maggio 1982 a Basilea.

 

NEWTON, Massachusetts, (USA)

Le affinità e gli speciali rapporti di amicizia, di tradizioni, di cultura che esistono fra la comunità di Atina e quella di Newton  sono i motivi per cui il 16 marzo 1992 si firmò, nel palazzo ducale di Atina, questo nuovo patto di amicizia.