Chiesa Cattedrale di S. Maria Assunta

In pieno centro storico di  Atina sorge la splendida Cattedrale dedicata a S. Maria Assunta, la cui facciata è leggermente convessa. La prima notizia documentaria  della chiesa compare nel privilegio di Innocenzo III del 1208 con il titolo di Sancti Joannis supra muro de medio. Nel Settecento fu ristrutturata e  ampliata. Presenta decorazioni in stile barocco e si sviluppa su tre navate. All’interno sono visibili l’ambone centrale  ligneo  su cui è riprodotto l’antico stemma di Atina, il coro ottocentesco in legno pregiato che presenta ricchi intagli , il Battistero ligneo eseguito nel 1750 da due artisti napoletani, le statue di S. Marco Galileo e di S. Maria Assunta . Di notevole fattura l’organo  commissionato nel 1737 alla famiglia organara Catarinozzi.  Notevoli sono i dipinti del pittore Luigi Velpi e quelli del pittore atinate Teodoro Mancini; di grande pregio l’opera pittorica di grandi dimensioni che fa da sfondo all’altare maggiore. Tutte le tele e gli affreschi sono di scuola Napoletana.

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Foto di Luciano Caira

Convento di S. Francesco

La storia dell’edificio, che  occupa buona parte della cornice di piazza Garibaldi, ha inizio nel 1630 sotto il pontificato di Urbano VIII. Gli atinati lo costruirono per i frati Osservanti e lo dedicarono a San Francesco. La costruzione , molto spaziosa, con il chiostro e la chiesa annessa, presenta una pianta a L ed è composta da un corpo longitudinale illuminato da una serie di finestre. Al corpo centrale si affiancano due costruzioni più piccole. Sulla sua facciata si apre un portico a  quattro arcate. All’interno si notano un secondo portico con un bel loggiato che si affaccia sul cortile e diverse volte a crociera. Nel 1866, dopo che i monaci lasciarono il Convento,  fu ceduto  in enfiteusi perpetua al  Municipio di Atina che, fatte le opportune modifiche ai locali,  deliberò di  collocarvi i diversi   uffici  municipali.

Nell’autunno del 2006, durante i saggi preventivi al rifacimento del piazzale antistante l’immobile, fu rinvenuta, ad una profondità di ben otto metri, una grande cisterna di forma ellittica realizzata in opera poligonale il cui piano pavimentale è costituito da tegoloni posti di piatto, accuratamente accostati.

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Foto di Luciano Caira

Cappella della Madonna delle Grazie

Costruita fuori le mura tra il 1601 e il 1635 da don Leonardo Mancini, esecutore del testamento di Benedetto Galeoto, suo nipote, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 13 gennaio 1915. Nel 1917 la locale Sezione del Genio Civile, per ragioni di pubblica incolumità, ne decise e ne effettuò la demolizione. In seguito a questo provvedimento restò intatto solo il vano adibito ad uso di sagrestia, mentre rimase sgombro il suolo su cui era fabbricata la cappella. Nel 1920, essendo questo rimasto in condominio tra l’Amministrazione Comunale e la famiglia Elia, fu stabilito di chiederne al Prefetto della Provincia il decreto di espropriazione per favorire l’ampliamento della piazza e la collocazione della pesa pubblica. La sagrestia e la statua a mezzo busto in legno della madonna delle Grazie andarono alla famiglia Elia che realizzò l’attuale cappella.

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Cappella di S. Rocco

Fu eretta fuori le mura della città dal preposito Marcantonio Papa sul finire del 1495 e nel XVII secolo fu inglobata nel palazzo edificato dalla famiglia Sabatini lungo via San Nicola. Nel 1880 l’edificio fu demolito e ricostruito.

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Chiesa di S. Nicola

La   chiesa di San Nicola fu costruita nei possedimenti ereditati da un facoltoso cittadino atinate secondo la consuetudine longobarda delle chiese private ( Bolla Innocenzo III, iterata da Onorio nel 1217, “de Foresta”) lungo la viabilità di accesso alla cittadina proveniente da S. Germano-Cassino.

Fu eretta da un atinate nella sua eredità.

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Colleggiata di Santa Maria – Cappella di San Marco

Secondo la tradizione, la costruzione del diruto complesso di Santa Maria, che sorge in posizione isolata all’interno del vecchio cimitero di San marco, avvenne nell’XI secolo sui resti di un edificio romano di età imperiale, forse il tempio di Saturno. La prima conferma documentaria della sua esistenza è storicamente comprovata dal 1110 nella bolla pontificia di Pasquale II, in cui sono elencate le principali chiese di Atina. Nel corso dei secoli  seguirono importanti rifacimenti parziali. L’attuale configurazione a tre navate risale agli anni 1756-1762.

Del vecchio edificio  medievale si conservano solo alcuni affreschi  raffiguranti la Madonna col Bambino e San Marco e le scene della Leggenda del Santo Pellegrino ( fine sec. XIV- inizio sec. XV) conservati nei locali dell’ex scuola elementare Giuseppe Visocchi.

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Chiesa di San Pietro

Edificata, secondo la tradizione, nel 75 d.C. sui resti del tempio di Giove, in prossimità della Porta Aurea, era fino al 1000 la chiesa principale di Atina. Nel 1056 compare nel privilegio del vescovo Leone e nel 1208 fu visitata da Innocenzo III che la pose sotto la protezione della Santa Sede.
La veste attuale risale a dopo il 1349, quando venne interamente rifatta perché danneggiata dal sisma, conservando tuttavia le tracce di opus reticulatum visibili nell’abside. E’ costruita in muratura di pietra non squadrata a faccia a vista e presenta un’unica aula rettangolare e abside semicircolare.

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Chiesa Santa Croce

La chiesa fu costruita sulla sommità del Colle Santa Croce nella prima metà del XVIII secolo per volontà del gent.mo Salvatore Tutinelli il quale nel suo testamento  dispose che gli eredi edificassero una ”…chiesa al Colle, dove è piantata la croce sotto lo stesso titolo di SS. Croce…”.

L’edificio, a pianta ottagonale, in muratura di pietra, presenta sulla facciata un portale incorniciato di travertino come la soprastante finestra. All’interno vi sono tre altari abbelliti da decorazioni sacre: il Rinvenimento della Croce, la Madonna del Carmine con Sant’Ignazio e i santi dell’Ordine Gesuita, l’Arcangelo Raffaele che accompagna Tobiolo.

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Chiesa del Carmine

Fu edificata in località Rosanisco nel 1686  dal sacerdote Vincenzo Marrazza sui resti di un tempio del secolo XI . Lo stile tardo-barocco richiama quello dei principali santuari della Valle di Comino. L’interno, sicuramente pregevole, è riccamente ornato da stucchi, decori e affreschi.

Nel 1854, nelle vicinanze della chiesa, in una zona dove il fiume Melfa forma un’ansa naturale, fu costruito un grandioso stabilimento, la Ferriera, al fine di ottenere ferro  da utilizzare nei vari stabilimenti di artiglieria del Regno di Napoli.

La costruzione si presenta architettonicamente imponente nella facciata d’ingresso, lineare vagamente neoclassica nelle estese modanature bugnate del portale a tutto sesto, nelle lesène intermedie tra le bucature arcuate e in quelle d’angolo.

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Chiesa di San Marciano

Fu costruita nel luogo del martirio di San Marco con il nome Santa Maria e San Marco e fu sede di Vescovato fino al 627. Nel 1056 è citata con il titolo di San Marciano. Nel 1955 fu riaperta al culto.

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Chiesa della Madonna di Loreto e San Ciro

Il Propostato di Lelio Catarinella 1675. Nel luogo, dove anticamente stava la Villa

Septaiani, nel luogo vi era il tempio di Giano, ò pure di sette porte, oggi corrottamente, Settignano, si terminò a spese di D. Matteo Elia, Canonico, e nostro Cittadino, una piccola Chiesa ad onor della Madonna di Loreto, di cui essendo particolare devoto, ordinò a suoi eredi, e Successori, di stabilirvi, un Cappellano, acciocché, nei Mesi dell’estate, potesse ivi portarsi, a celebrare la Messa, per maggior comodo dei Cultori delle Campagne, e pastori di gregge, come già, continuamente , si osserva.

Dal Volume Memorie Istoriche dell’antica città di Atina di Buona Ventura Tauleri 1702. Pagina 287.

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Chiesa di Santa Scolastica

La posa della prima pietra avvenne per mano dell’abate di Montecassino Martino 1981. Il 23 giugno 1986 fu celebrata la prima messa.

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